Due luoghi per il restauro: Assisi e Rivarolo Canavese 2018-06-04T20:38:45+00:00

Project Description

Collana: Storia del Canavese

Editore: Bolognino editore
Numero pagine: 27
Formato cm. 11,5 x18
Anno di pubblicazione: luglio 2001
Prezzo E. 10
ISBN xxx-xx-xxxx-xx-x

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Due luoghi per il restauro: Assisi e Rivarolo Canavese. Con essenziali riferimenti archivistici e bibliografici

A cura di Paolo Valorio

Bolognino editore/ Fondazione A d’Andrate Museo Centro studi

« I quaderni di laboratorio costituiscono uno strumento di diffusione dell’attività di ricerca dalla Fondazione Alfredo d’Andrate. Infatti, se gli esiti della ricerca sulle fonti trova il suo spazio di divulgazione nei Quaderni d’archivio, attraverso la pubblicazione di indici e quaderni documentari, il lavoro di analisi e sintesi su questi materiali ha invece la sua sede proprio nei Quaderni di laboratorio, che si configura come un saggio tematico su uno dei Luoghi della mappa d’Andradiana e si radica come prodotto dell’attività dei laboratori-cantiere della ricerca.

Questo primo quaderno ha un impianto anomalo, giusto il suo valore illustrativo ed esemplificativo della ricerca dei Laboratori-cantiere. Esso sviluppa quindi due temi con diverso grado di approfondimento, e vuole amplificare le tipologie di risultato che la ricerca può fornire, dalla ricerca bibliografica alla relazione finale; in tal senso, non potendosi per ragioni di spazio editoriale, pubblicare nella completezza alcune parti ( come l’indice dei documenti, il quale per altro ha una sua sede privilegiata di divulgazione nei Quaderni d’archivio) si limita ad una selezione significativa del restauro di due edifici lontani geograficamente, il Castello di Malgrà a Rivarolo e il coro cinquecentesco della Basilica superiore di Assisi, ma legati dallo stesso artefice: Alfredo d’Andrate».

Nella complicata vicenda della rimozione e collocazione del coro cinquecentesco della Basilica Superiore di Assisi, Alfredo d’Andrate entra come protagonista solo nella seconda fase, ed in qualità di rappresentante primario dell’élite culturale dello stato unitario ormai consolidato, il quale aveva definitivamente messo a punto l’organizzazione del servizio di tutela dei beni storico-artistici proprio attraverso l’opera di un gruppo di pioneri al quale, con ogni buon diritto d’Andrate apparteneva. Anche l’articolato dibattito sulla rimozione del coro di Assisi assume questo ruolo “pioneristico” sia per quanto concerne la messa a punto teorica e metodologica del restauro, sia per la definizione dei ruoli e dei “pesi” decisionali che il nuovo governo concedeva alle realtà locali…. Con l’ultimo decennio del secolo le temperie culturali e le aquisizioni teoriche nel campo del restauro sono assai mutate e nuovi protagonisti della conservazione e del restauro emergono sulla scena: Camillo Boito, Alfredo d’Andrate, L. Del Moro, Guglielmo Calderoni… L’influsso boitiano è qui evidentissimo ma non va neppure sottovalutata la portata del pensiero di d’Andrate che già nel 1885 aveva espresso il suo pensiero nel corso del restauro del castello di Malgrà di Rivarolo canavese, ed ancor prima dimostrato negli interventi a Rivara:” E’ ormai cosa ammessa senza contestazione che il restauratore non debba dimostrare di essere ossessionato dall’arte di un tempo a scapito di quella di un altro e che perciò non deve in un monumento in cui diverse epoche hanno lasciato interessanti tracce, distruggere le une a vantaggio delle altre, come per il passato si fece con gran danno dell’arte e della storia”. L’anno successivo, il 29 gennaio, si sarebbero avviate le procedure preliminari per la ricollocazione del Coro…

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