Gente del Canavese – Vol. 8 2018-06-04T20:38:42+00:00

Project Description

Collana: Canavese 100 secoli

Editore: Bolognino editore
Numero pagine: 351
Formato cm. 11,5 x18
Anno di pubblicazione: marzo 2013
Prezzo E. 25
ISBN 978-88-95704-67-8

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Gente del Canavese

Pietro Ramella

Bolognino editore

«Questa ricerca inizia nel 1600 con alcuni uomini di professione muratore e capomastro di cognome Ramella, insediati vicini al grande santuario in costruzione ad Oropa, sui monti del Biellese. Queste persone lavoravano nella grande impresa e vivevano a Cossilla, un paese alle porte di Biella. Nei periodi di sosta dei lavori, periodi che potevano durare anche anni, dovevano cercare altrove opportunità per periodi che potevano durare anche anni, dovevano cercare opportunità per vivere. La comunità di Romano Canavese all’inizio del Settecento li accolse e così la famiglia mise radici in una nuova realtà. Nell’Ottocento suoi esponenenti svolgono lavori per la grande famiglia del Barone Perrone San Martino, a Perosa; a seguito di matrimonio un ramo dei Ramella si radica a Perosa. Sul finire dell’Ottocento il capo famiglia di professione capo-mastro, per carenza di lavoro, con il primogenito di 12 anni emigra in Argentina e in Brasile, dove si costruiscono le grandi linee ferroviarie. Poi rientrano perchè Pietro compie vent’anni, non può essere un disertore e deve assolvere il servizio militare. Pietro poi abbandona il mestiere degli antenati, diventa panetterie ed apre un forno a Strambino; si sposa e mette radici a Strambino. Le sue sorelle e fratelli emigrano negli Stati Uniti d’America, alcuni non torneranno. Negli anni e con cambio di generazione, altri esponenti della famiglia per motivi di lavoro o a seguito di matrimoni si trasferiscono a Torino, Ivrea, Pavone canavese e a Milano… Queste cronache parlano di antenati, mestieri, case, terreni e soldi, di Chiese e sacerdoti, di re e dittatori, di schiavitù e libertà, di fame e di emigrazione, di sacrifici e di qualche successo, di due guerre feroci con decine di milioni di morti. Piccole storie di vita comune di famiglie immerse nel flusso della storia, nei secoli, tra Piemonte, Francia e le Americhe…».

Data l’assenza di metodi contraccettivi il numero di bambini illegittimi, fuori dal matrimonio, nel 1800 era molto alto. Ad esempio tra il 1831 e il 1842 a Strambino abbiamo rilevato 109 casi di bambini abbandonati dalla madre, con una media di 9 enfanti esposti ogni giorno. Le badie avevano il compito di aiutare le famiglie in difficoltà economica, in particolare nei casi di vedove con figli minori. Nei rapporti sociali nell’ambiente rurale c’era un codice di comportamento tacito di aiuto tra le famiglie, nel caso di lavori straordinari nel bosco, nella vigna e nella stalla, nelle riparazioni della casa. D’inverno la stalla riscaldata dagli animali era un importante punto di incontro nelle serate dei componenti la famiglia, parenti, vicini e amici. Il lume ad olio era portato a rotazione, per illuminare l’ambiente, dalle persone che frequentavano la stalla. La stalla era anche i luogo di incontro di giovani, con i primi approcci di carattere sentimentale, sotto il controllo degli anziani…

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