Giacomo Cresto un uomo e la sua scuola 2018-06-04T20:38:45+00:00

Project Description

Collana: Storia del Canavese

Editore: Bolognino editore
Numero pagine: 134
Formato cm. 11,5 x18
Anno di pubblicazione: luglio 2001
Prezzo E. xx
ISBN xxx-xx-xxxxx-xx-x

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Giacomo Cresto un uomo e la sua scuola

Ornella Bazzarone, Sandra Roncarolo

Bolognino editore/ Istituto Felice Faccio/Scuola media Giacomo Cresto

«Ricordare il Maestro Giacomo Ermenegildo Cresto è aprire uno squarcio nella vita scolastica castellemontese dalla prima metà del secolo ventunesimo. Dopo i fasti ottocenteschi quando il comune riuscì ad avere un convitto con Ginnasio e Scuole tecniche, cui risultarono iscritti sino a 94 studenti., la scuola di Castellamente era di nuovo ridotta al corso elementare. Triste sorte pensando che in quegli anni d’oro il Provveditore agli studi ebbe a dire che Castellamonte era il primo fra i comuni della Provincia in fatto di istruzione. L’esigenza di dare a tutti un barlume di scienza era però avvertita fortemente se già nel 1887 la madre del maestro Cresto aprì in Vicolo Franklin presso la propria abitazione, una scuola elementare autorizzata. Si badi che in quell’epoca l’analfabetismo arrivava da noi sino al 50%. Nel 1910 , ventitreenne, il maestro Cresto prese in mano le redini di quella piccola scuola con ben altre ambizioni e propositi, pur restando nel vecchio edificio di famiglia. Il suo scopo era insegnare, trasmettere agli altri tutto ciò che sapeva convinto com’era che solo lo studio può creare l’emancipazione sociale. La scuola per poche lire era aperta a tutti, bambini  e adulti, e vi si insegnava qualsiasi materia, dalle scientifiche alle letterarie, perchè il maestro si preparava da autodidatta su ogni ramo dello scibile per non deludere le ambizioni altrui presentava poi gli studenti presso le scuole statali per gli esami, e sempre con notevole successo…».

Mi chiamo Olga Scala sonio nata il 16 aprile 1928 ho il Diploma di Istituto professionale, sono stata un’alunna di Giacomo Cresto dal 1943 al 1944. Me lo ricordo come un uomo piccolo, quasi calvo, con i capelli grigi. Era un professore con il quale ho instaurato un’ottima amicizia ed era anche molto bravo, ma allo stesso tempo severo. Lui era un insegnante di calligrafia e per farci capire come si scriveva una parola, la scandiva dicendo: ” Ancona, Bologna, Genova…!” Era una persona dalla voce molto profonda e anche i suoi lineamenti erano forti…

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