I Castelli degli eroi 2018-06-04T20:38:47+00:00

Project Description

Collana: Storia del Canavese

Editore: Bolognino editore
Numero pagine: 1079
Formato cm. 11,5 x18
Anno di pubblicazione: luglio 2013
Prezzo E. xx
ISBN 978-88-95704-60-9

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I castelli degli eroi. Ricordi leggendari nei castelli canavesani

Martino Centanino

Bolognino editore

«… Dall’alto delle innumerevoli terrazze naturali, quali possono essere Santa Elisabetta in Valle Sacra, come Andrate sul ciglio della Serra, oppure Masino con il suo Castello, che fulgido dei suoi dieci secoli di storia, si riflette nelle acque della Dora, a anche di Belmonte, reso sacro da Re Arduino e situato nella parte occidentale del Canavese, da queste alture si notano gli innumerevoli borghi, paesi, città che costellano tutto il territorio canavesano, rendendolo vivo e donandogli venti secoli di vicende storiche. Molti di questi paesi odierni però un tempo non esistevano, o meglio esistevano soltanto i loro castelli, posti nei punti strategici, a guardia del transito in quel luogo; il resto del territorio era tutta una fitta distesa di foreste e paludi, attraversata da rare piste… Il grosso del transito avveniva allora per mezzo dell’autostrada canavesana di allora: la via delle Gallie, un percorso di origine romana voluto per il collegamento con il nord Europa; in seguito dopo la sfascio dell’impero, servì anche come via di passaggio per gli eserciti stranieri, invasori verso la confusa Italia: Borgognoni, Sassoni, Ostrogoti, Longobardi, Franchi. Successivamente verso il Mille appare all’improvviso la mitica figura di Re Arduino, primo “eroe” canavesano artefice per le genti dei secoli futuri di qualsiasi castello o fortezza….».

Martino Centanino

Per chi arriva dal Canavese come per chi giunge dalla Valle d’Aosta è quasi un dovere voltarsi in reverente osservazione verso quella solitaria costruzione che sovrasta dall’alto il paesaggio: si tratta del Castello di Montalto, posto su uno dei tanti contrafforti rocciosi che siedono ai bordi della Serra. Una costruzione questa di origini altomedioevali; datano infatti al dodicesimo secolo le prime notizie sicure della sua esistenza: Nicolao e Giacomo Recagno i più antichi padroni, precisamente nel 1193, ma questo per breve tempo perchè dopo qualche anno la Mensa Vescovile di Ivrea ne era diventata proprietaria. Circa cento anni dopo , nel 1330, certo Bonsignor di Pertusio è il nuovo signore di quel luogo; m non termina certo qui la lunga fila di proprietari che si succedono nell’arco dei secoli: nel 1334 Amedeo di Savoia, la famiglia dei De Jordano nel 1403 ed ancora Emanuele Filiberto di Savoia  nel 1568…

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