Le Cassinette dette di campagna fini di Chiaverano 2018-06-04T20:38:47+00:00

Project Description

Collana: Luoghi del Canavese

Editore: Aldo Cossavella editore/Bolognino
Numero pagine: 541
Formato cm. 11,5 x18
Anno di pubblicazione: novembre 1992
Prezzo E. 20
ISBN xxx-xx-xxxx-xxx-x

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Le Cassinette dette di campagna fini di Chiaverano. Storie d’altri tempi

Manlio Marini

Aldo Cossavella editore

«Il primo volume raccoglieva una serie di interviste a personaggi di Cascinette e Chiaverano, fatte molti anni or sono, nel 1979, che raccontano da angolazioni diverse e sul filo della memoria, la storia di Cascinette e dei suoi rapporti nel tempo con il suo antico capoluogo, da cui divorziò nel 1925. Cascinette in realtà non ha una sua storia, non almeno nel senso che si da a questo termine; le sue vicende sono infatti sino al momento della separazione, quelle di Chiaverano. La storia che le interviste presentavano in quella prima raccolta era, di fatto, una cronaca dei principali avvenimenti, amministrativi e religiosi, che avevano avuto luogo in Cascinette lungo un arco temporale di 125 anni: dalla richiesta della Curia di erezione in Parrocchia del sacello di Sant’Antonio alla separazione del 1925, senza, però, chiarire antefatti e motivazioni e, soprattutto, le ragioni del dissidio che per oltre un secolo contrappose sempre più aspramente capoluogo e frazione....

In questo secondo volume trovano posto le cronache dei principali avvenimenti raccontati nelle interviste, cronache costruite su documenti di archivio – dei comuni di Cascinette e Chiaverano e della Parrocchia di Cascinette – in modo da illustrare, quasi attraverso la viva voce dei protagonisti di allora, antefatti, motivazioni, ragioni del dissidio, e far rivivere l’atmosfera che si respirava allora in paese…».

L’anno del Signore mille ottocento dieci nove, ed alle dieci otto del mese di decembre in Chiaverano e solita Sala delle adunanze consulari giudicialmente avanti il M.to Ill.mo S.or Not. Giuseppe Maria Revelli Luogotenente giudice di questo luogo debitamente nominato ed approvato e di me Segretaro sottoscritto ( Pietro Antonio Gamacchio)… resta indispensabile che si provveda un tal cantone di un Cimiterio per l’allontananza che vi esiste dal Cimiterio del presente capoluogo, rittenuta massime la circostanza che questo per la sua piccolezza sarebbe incapace a ricevere tutti li cadaveri che cadono nel decorso dell’anno, specialmente in  caso di qualche minima epidemia… (1819. 18 Xmbre)

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