Le filigrane nelle carte degli archivi diocesani di Ivrea 2018-06-04T20:38:42+00:00

Project Description

Collana: Storia del Canavese

Editore: Bolognino editore
Numero pagine: 238
Formato cm. 11,5 x18
Anno di pubblicazione: 1981
Prezzo E. xx
ISBN XXX-XX-XXXX-XX-X

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Le filigrane nelle carte degli archivi diocesani di Ivrea nei secoli XIII-XIV-XV

Bruno Giglio

Bolognino editore

«Filigrana: nome che per qualcuno richiama soltanto le banconote, viste per trasparenza, o quegli oggetti di oreficeria ottenuti lavorando con grande abilità fili sottili di oro e di argento. Ci sono invece altre filigrane, forse meno preziose dei biglietti di banca e dei monili, ma assai più antiche e numerose. Il loro posto preferito è l’archivio. Lì si sono annidate per secoli, e per secoli sono rimaste mute, suscitando appena appena uno sguardo di stupore di qualche archivista o di qualche studioso di antichi documenti. nessuno, a quanto pare ebbe mai l’idea di catalogare e descrivere Tutte le filigrane di un archivio. Il grande, insuperabile e insuperato cultore delle filigrane, C. Briquet, per lasciarci quell’opera colossale fondamentale sulle filigrane che tutti gli studiosi conoscono, ha infatti visitato numerosi archivi delle varie nazioni d’Europa. E’ inoltre probabile che il Briquet abbia ricevuto notizie, da qualche archivio, anche per corrispondenza. Ad Ivrea, comunque, il Briquet non è stato e non ha visitato l’Archivio Diocesano di discreta vastità ed importanza, senz’altro il più importante del Canavese. Forse era già scritto in qualche libro Sibillino, che qualcun altro dovesse occuparsi a fondo delle filigrane di Ivrea. L’opera di Bruno Giglio è stata lunga e paziente: soltanto un archivista sarebbe in grado di rendersi pienamente conto del lavoro da lui svolto. E’ però un invito ad altri, pazienti come lui, per questa particolare ricerca storica a cui sinora si è data poca importanza. Si pensi che le filigrane, oltre che fornirci delle date assai precise, per quei documenti che ne sono privi, possono rivelarci l’esistenza di antiche cartiere, possono fornire indicazioni sia sulle vie commerciali e sulle località donde proveniva l’approvvigionamento della carta per le nostre città e molte altre notizie. la ricerca dunque sulle filigrane di un determinato archivio, più  meglio della ricerca sulle filigrane di una determinate cartiera, indica un campo di studio che si può ritenere un’interessante novità. per questo c’è motivo di speranze, anzi di certezza, che l’esempio del carissimo autore sia ben presto seguito da altri ».

Ilo Vignono

… Circa mezzo secolo più tardi la cartiera di Parella è citata nell’ Adrianeo opera di un lombardo, tale Antonino, che narra delle manifestazioni avvenute in Ivrea in occasione del battesimo del principe Adriano di Savoia, figlio di Carlo II il Buono, e di Beatrice di Portogallo, nato nel rosso castello delle quattro torri di Ivrea il 19 novembre 1522. Il manoscritto fu pubblicato a cura della Société Savoisienne DìHistoire et d’archéologie e se ne da di seguito la parte inerente appunto la cartiera di Parella, tratta dal libro III, capitol0 XI, pagina 122…

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