Lo storico Carnevale di Ivrea 2018-06-19T17:17:06+00:00

Project Description

Collana: Carnevale

Editore: Bolognino editore
Numero pagine: 96
Formato cm. 11,5 x18
Anno di pubblicazione: febbraio 2012
Prezzo E. 5

ISBN 978-88-95704-32-6

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Lo storico Carnevale di Ivrea. Guida ufficiale

Fondazione dello Storico Carnevale di Ivrea

Bolognino editore

«Il Carnevale di Ivrea, che si fregia del titolo “Storico” a significarne il radicamento nella storia della comunità eporediese e a prendere le distanze dai “carnevali delle maschere”, si ripresenta ogni anno come una fantasmagorica sequenza di accadimenti che per il visitatore a volte risultano incomprensibili nella loro stravagante eterogeneità. In realtà, dietro al complesso apparato iconografico su cui si poggia la Festa, va in scena un solo grande protagonista: il sentimento di autodeterminazione della città che scende in piazza per “esserci”. A Carnevale ci si incontra, ci si conta, ci si compiace di esserci ancora una volta, una volta di più, a condividere un momento di sregolatezza, che in realtà ad Ivrea è solo apparente, perché la festa vive sul rigido rispetto del suo codice in parte riposto nel suo Cerimoniale, in parte costituito dal senso del rispetto dei ruoli che hanno tutti i protagonisti… Questa pubblicazione vuole essere un semplice strumento di conoscenza del Carnevale di Ivrea che la Fondazione si augura possa trovare posto nella biblioteca di ogni scuola come in ogni famiglia: chi sa già tutto può leggerla alla ricerca di errori ed inesattezze che certamente vi troverà, chi ha ancora qualche dubbio sul come e sul perché a Carnevale succeda quel che succede vedrà premiata la sua curiosità…».

Come spiegano gli antropologi, i contrasti e le battaglie si possono far risalire al momento di propiziazione che le comunità antiche vivevano drammatizzando, spesso in forme altamente spettacolari, la lotta fra entità polarizzate come anno vecchio/nuovo. Ed è quindi abbastanza consueto ritrovare il contrasto quale carattere fondamentale di moltissimi carnevali, sotto forma appunto di lotta tra due entità opposte. I contrasti, all’interno della festa carnevalesca, possono essere semplicemente formali, e non reali, oppure si possono trovare vere e proprie lotte reali: cioè veri e propri scontri che hanno il loro livello minimo nel contrasto tra coppie di personaggi. Quando alle coppie dei personaggi si sostituiscono dei gruppi ecco che lo scontro può registrare un notevole aumento della violenza. Esempi ci vengono anche dai lontani secoli della tarda antichità: si pensi alle cosiddette battaglie descritte da Sant’Agostino nel De Doctrina Christiana, battaglie che vedevano numerose squadre di persone combattere con nutriti lanci di pietre. Si possono considerare tali lanci come i progenitori delle successive battaglie carnevalesche, battaglie che tesero ad assumere forme più nettamente riutilizzate ma dove la violenza non era certo minore. Scrive lo studioso Arnaldo Alberti:” Dal lancio del frutto propiziatorio, l’arancia, al suo utilizzo come arma maneggevole e sostanzialmente innocua il passaggio non è stato difficile, considerando anche che il colore del frutto bene si presta a raffigurare anche il colore del sangue di una incruenta battaglia”. Le origini della odierna battaglia delle arance  vanno collocate nel periodo compreso tra gli anni Trenta e Sessanta dell’Ottocento. Quello che nasce in tale contesto è un gioco cortese, quasi cavalleresco: si tratta di un getto che le fanciulle borghesi di Ivrea  presero l’abitudine di effettuare dai balconi della loro abitazione, negli ultimi giorni di carnevale. “Innocenti proiettili” per usare le parole delle cronache giornalistiche di metà Ottocento “che dalle case piovevano sui passanti e con cui da questi per gentil rappresaglia si faceva grazioso assalto alle vispe e graziose provocatrici”…

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