Medievo in Ivrea e Canavese Vol. V 2018-06-04T20:38:42+00:00

Project Description

Collana: Storia del Canavese

Editore: Bolognino editore
Numero pagine: 158
Formato cm. 11,5 x18
Anno di pubblicazione: aprile 2004
Prezzo E. xx
ISBN XXX-XX-XXXXX-XX-X

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Medioevo in Ivrea e Canavese

Pietro Ramella

Bolognino editore

«Il Convegno di studi, tenutosi durante le Ferie Medioevali 2003, ha portato nuovi contributi per la conoscenza del mondo medioevale dei nostri territori subalpini. Il prof. Francesco Razza ha illustrato la gloriosa e poi drammatica vicenda dei Templari, un Ordine schiacciato agli inizi del Trecento, ma con radici ancora presenti, in varie forme, in Europa e negli Stati Uniti d’America. Razza ha portato inoltre elementi interessanti sul Complesso templare di Ruspaglia, ai confini di San Giusto, San Giorgio e Foglizzo, nel Canavese. Il dottor Francesco Rubat Borel ha introdotto un tema nuovo, relativamente agli aspetti di lingua scritta in volgare in Piemonte e in Canavese, nell’età di mezzo. Le strutture fortificate rurali, presenti nell’area canavesana, sono state illustrate da chi scrive queste note, con particolare attenzione a 16 ricetti. Questa pubblicazione è stata poi arricchita con uno studio qualificato e poco accessibile al pubblico, realizzato ad inizi Ottocento a Torino da Jacopo Durandi, sull’antica Marca di Ivrea».

Ivrea, 25 aprile 2004

Pietro Ramella

Più di là sotto la terra di Chiaverano parve a talun di vedervi ne’ circostanti laghetti le reliquie di estinti vulcani, ed in alquante annerite pietre sparse tra via quasi gli avanzi della scorrevole lava.  Altri meno amator di vulcani vorrà forse vedervi nella giacitura de’ soprastanti colli , e di quei sottoposti serbatoi che ne raccolgon le acque, l’origine de medesimi laghetti; e nell’azione del sole e dell’umido quella delle pietre un poco abbronzate, siccole pure il loro carattere anteriore non sembra favorire la supposta origine vulcanica. Quasi rimpetto a questo sito al di là del colle della Serra, la cui si poco disegual sommità limita a dilungo questa estrema boreal parte della contea, il comune di Ivrea tenne un tempo il villaggio di Sala; ma si ingannò grossamente chi dal suo nome argomentò fosse desso una dipendenza del territorio dei Salassi. I luoghi così dinominati ne’ secoli mezzani cominciarono ad esser prima un castello, ovvero una vasta casa con corte pe’ i vilici, come ci insegnano la legge CXXXVI di Rotari re dei Longobardi, e più altri monumenti. Ma se per avventura la terra di Sala s’appartenne a questa contea, i due punti più lontani, che formavano la sua maggiore larghezza da tramontana a mezzodì, sarebbono quindi la campagna di Sala, e la parte della inferior vualda, dove si toccano i territori di Lleinì e Volpiano…

tratto da
Della Marca di Ivrea tra le Alpi, il Ticino, l’Amalone, il Po.
Per servire alla notizia dell’antico Piemonte Transpadano
Torino anno XII (1804)

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