Medievo in Ivrea e Canavese XII 2018-06-04T20:38:41+00:00

Project Description

Collana: Medioevo in Ivrea e Canavese

Editore: Bolognino editore
Numero pagine: 167
Formato cm. 11,5 x18
Anno di pubblicazione: aprile 2011
Prezzo E. xx
ISBN 978-88-95704-27-2

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Medioevo in Ivrea e Canavese XII

Pietro Ramella

Bolognino editore/Centro studi canavesani

« Questo Quaderno contiene gli Atti del XII Convegno sul Medievo in Ivrea e Canavese. La ricca collana dei Quaderni medievali editi in occasione delle Ferie medievali accompagna lo sviluppo culturale delle Comunità pavonese e del Canavese, grazie alla collaborazione di studiosi di storia del territorio che raccontano il rapporto delle genti del luogo con il loro ambiente naturale e le loro ambizioni di crescita e lo mettono a confronto con altre testimonianze storiche della cultura italiana. Raccontare la storia aiuta a conoscere le proprie radici, consolidare la realtà esistente e svilupparne le potenzialità. Il Quaderno di ogni rievocazione storica porta con sé annualmente frammenti di conoscenze con cui gli organizzatori delle Ferie Medievali fanno evolvere la manifestazione… Il Quaderno di quest’anno si caratterizzerà per la forte assonanza per le antiche culture e mestieri – che i nostri illustri convegnisti propongono e che il Quaderno documenta –  e il laboratorio umano che l’Associazione culturale Ij Rusét realizza sul territorio: entrambi i contesti si connotano con professionalità e stimoli, in controtendenza con lo stallo sociale  e la mancanza di meritocrazia legata a valori sociali e professionali causata dagli effetti che la crisi economica produce sul territorio, che comincia a ripiegarsi su di sé…».

Il Sindaco Maria Aprile

Pitagorici e massoni nell’Italia del quattrocento di Angelo Mondino
Questa conversazione anticipa in modo sommario e parziale, per ovvie ragioni, alcuni argomenti che saranno estesamente trattati nel nuovo libro in preparazione sullo studiolo di Federico da Montefeltro nel Palazzo Ducale di Urbino e su quello del Palazzo Ducale di Gubbio, che ora si trova nel Metropolitan Museum di New York, che avrà per titolo “Il messaggio filosofico-iniziatico negli Strumenti Musicali degli Studioli di di Federico” e sarà una rivisitazione ampliata dello studio che anni or sono ho dedicato al clavicordo, rappresentato su una delle tarsie di Urbino… Dal medioevo in poi l’artista era solito raffigurare il personaggio immortalato nella sua opera, quadro o statua che fosse, assieme ad uno o più oggetti, chiamati dai critici “attributi” poiché con essi in modo simbolico si attribuiva al personaggio testimonianza delle sue virtù oppure delle sue attività che in vita erano state per lui le più importanti… I significati esoterici che noi cerchiamo sono sovente nascosti dietro simbologie che in quanto canoniche sono di facile lettura e che gli storici dell’arte nelle loro critiche formali, spesso diffidenti verso le simbologie, si sono limitati ad interpretare secondo la tradizione codificata, senza rendersi conto le interpretazioni essoteriche che essi ne hanno dato, erano appunto quelle che il Duca suggeriva ai nobili visitatori, ospiti dello studiolo, che dovevano soprattutto essere colpiti dalle sue virtù di condottiero, governante, umanista, ed in particolare ossequiente cristiano…

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