Medioevo in Ivrea e Canavese Vol. VI 2018-06-04T20:38:42+00:00

Project Description

Collana: Storia del Canavese

Editore: Bolognino editore
Numero pagine: 115
Formato cm. 11,5 x18
Anno di pubblicazione: aprile 2005
Prezzo E. xx
ISBN xxx-xx-xxxxx-xx-x

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Medievo in Ivrea e Canavese Vol. 6

Pietro Ramella

Bolognino editore

«Il sesto convegno su Ivrea e Canavese si apre oggi, insieme al decennale delle Ferie Medievali di Pavone, manifestazione di carattere folklorico su reali basi storiche che si tiene nell’estate tra maggio e giugno. Nell’ambito dell’evento chi vi parla ha la responsabilità della parte storica della manifestazione, del Convegno e della pubblicazione degli Atti, editi nella Collana Quaderni medievali sul Canavese, giunti al quinto volume, con il sostegno della Regione Piemonte, Provincia di Torino, Comune di Pavone, Associazione Amici del Museo del Canavese e Cento Studi Canavesani. Il convegno odierno è ricco di spunti e di suggestioni, utili per riandare con la mente a secoli lontani, nei quali sono nate le radici della nostra Europa…».

Pavone canavese Oratorio Santa Marta

30 maggio 2004

Pietro Ramella

Le  biblioteche conventuali della Diocesi di Ivrea sino al secolo XVI
… Nel 789 Carlo Magno nel sinodo di Acquisgrana ordinò che sorgessero scuole presso i singoli vescovadi e monasteri. Con le scuole sorsero archivi e biblioteche con i libri manoscritti in pergamene nella scrittura rotonda detta carolina, centri scrittori di codici miniati, chiostri e chiese in stile barbarico, romanico e gotico, arti e mestieri, che attirarono l’ammirazione del mondo…
Ad Ivrea in seguito ad un presunto passaggio di San Francesco d’Assisi nel 1215, sorse già un convento dei Frati minori, reso illustre dalla presenza  di fr. Bonifacio d’Ivrea, legato di papa Urbano IV all’imperatore di Costantinopoli nel 1263 e da quella di fr. Alberto Gonzaga, legato di Gregorio X al Concilio di Lione nel 1274 e vescovo di Ivrea dal 1299 al 1320. Era presso l’attuale piazza San  Francesco 3, in esso doveva pure esserci una biblioteca… E’ vero che San Francesco d’Assisi voleva pochi libri a disposizione, come scrive fr. Tommaso di Celano, ma in seguito con l’incremento che ebbero presso i frati minori gli studi, anche le raccolte dei libri presero corrispondente sviluppo. E poichè l’acquisto di libri per arricchire le biblioteche aveva dato luogo a turbamenti in molti frati in motivo del voto di povertà, per tranquillità di essi si cercò la soluzione che la Sede Apostolica avocasse a sè il diritto di proprietà, lasciando ai religiosi il semplice uso, soluzione approvata dal papa Gregorio IX nel 1223. Il movimento dell’Osservanza francescana sorta nel 1368 con Fra Paoluccio di Vagnozzo Trinci era dapprima avverso agli studi e alla vita in città vista come spinta ad una vita rilassata. San Bernardino apparteneva a questa ala riformatrice dell’Ordine francescano, che cercò di aprirsi alla cultura umanistica. Ecco perchè venendo a predicare ad Ivrea nel 1418 mostrava la sua tavoletta con il trigramma del nome di Gesù in caratteri gotici insccritto in un sole a 12 raggi e invitava a bruciare le vanità, come egli definiva i libri osceni, le formule magiche e gli oggetti di sperpero, richiedeva inoltre l’istituzione di una confraternita del nome di Gesù, da cui verrà più tardi il Monte di pietà e la Cassa di risparmio, ed infine la fondazione di un convento di osservanti alla periferia della città: ciò che  avvenne solo dopo la sua canonizzazione nel 1455 per la predicazione di Padri di Biliemme presso Vercelli…

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