Medioevo in Ivrea e Canavese Vol. VII 2018-06-04T20:38:42+00:00

Project Description

Collana: Storia del Canavese

Editore: Bolognino editore
Numero pagine: 159
Formato cm. 11,5 x18
Anno di pubblicazione: luglio 2006
Prezzo E. xx
ISBN XXXXXXXXXXX

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Medioevo in Ivrea e Canavese. Vol VII

Pietro Ramella

Bolognino editore

« Il VII Convegno sul Medioevo in Ivrea e Canavese ci porta contributi interessanti per l’esplorazione dell’età di mezzo sulle terre subalpine. Contributi che ci aiutano ad entrare in quel mondo favoloso e terribile, ove le ombre sono più diffuse delle luci. Marco Notario ci illustra la vicenda dell’Abbazia di Fruttuaria (San Benigno Canavese) fondata 10 secoli fa, mentre Angelo Mondino ci parla della musica nel medioevo. Damien Daudry ci presenta interessanti ricerche su San Grato, patrono della diocesi di Aosta, presule venerato anche nei territori subalpini al di qua e al di là delle Alpi. Mariangela Cerrino ci introduce nella ricca simbologia medievale e chi scrive queste note espone nuovi studi sui Templari e sui Cavalieri di Malta nel Canavese e dintorni. Un convegno variegato con abbazie e santi, musica e simboli, cavalieri ed hospitales. Questo volume comprende inoltre un raro documento storico di difficile reperibilità importante per gli studiosi, realizzato nel 1804 dallo storico Jacopo Durandi “Alpi Graie e Pennine, ovvero lato settentrionale della Marca di Ivrea”. L’opera tratta temi di carattere geografico e storico relativi alle Alpi ed alla Valle d’Aosta. Le parti relative al Piemonte orientale, per motivi di spazio, sono limitate al capitolo che tratta della Bessa e delle relative aurifodinae».

Pietro Ramella

Contea di Aosta – Capo primo – De’ Salassi, e degli antichi conti di Aosta.
Il paese de’ Salassi forma una delle maggiori valli longitudinali delle Alpi. I Romani ne conobbero l’importanza, onde spigner oltremonti le loro conquiste, e cotesta scoperta preparò la servitù de’ Salassi; liberi e fortunati insinchè sconosciuti. Furono assaliti, e battuti la prima volta l’anno di Roma DCX, ma sconfitti, e non debellati, ancora barbari, e feroci erano intolleranti d’ogni suggezione. Incomincia quinci la loro istoria, per terminar in breve col loro eccidio. Costretti d’abbandonar al vincitore le pianure della profonda lor valle, e i luoghi più fertili, scendeano i Salassi dai monti, dove rifuggirono, e non cessavano d’insidiarlo, di molestarlo e respingerlo. I Romani non usi a cedere riusciron di poi ad usurpar loro le ricche miniere, ond’eran fecondi que’monti, e dieronle in appalto ai pubblicani. Ridutti i Salassi allo scarso vantaggio di vender l’acqua de’ lor torrenti ad uso delle miniere, si trovarono del continuo intrigati in nuove zuffe a vicenda ridestate dal bisogno degli uni, e dall’altrui rapacità. Finalmente l’ambizione di dominio aizzata dall’avarizia mosse di nuovo i Romani a combatterli tutti l’anno di Roma DCCXVIII…

tratto da
Alpi Graie e Pennine ovvero lato settentrionale della Marca di Ivrea
di Jacopo Durandi
Torino, 1804

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