Movimenti liberarti in Piemonte e Valle d’Aosta 2018-06-04T20:38:44+00:00

Project Description

Collana: Storia del Canavese

Editore: Bolognino editore
Numero pagine: 383
Formato cm. 11,5 x18
Anno di pubblicazione: luglio 1989
Prezzo E. 18
ISBN XXX-XX-XXXX-XX-X

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Movimenti libertari in Piemonte e Valle d’Aosta

Pietro Ramella

Bolognino editore/Gruppo archeologico canavesano

«Nel 143 a.c. i Romani, con un pretesto, invadono il paese dei Salassi, popolazione alpina dell’Italia nord occidentale; l’invasione fa parte della politica egemonica di Roma, tesa a soggiogare i popoli alpini peer avere frontiere più sicure. La Salassia è anche importante per le antiche miniere e per la via internazionale che la attraversa. Le lotte tra i Salassi e i Romani, con le alterne vicende e anni di tregua, dureranno 118 anni, fino al 25 a.c., quando i portatori della pax romana vinceranno il popolo alpino e lo disperderanno. Verso la fine del XIV secolo la rivolta sociale detta dei Tuchinagium, mette e ferro e fuoco le terre del Canavese. La rivolta scoppia a causa dei pesanti vincoli di natura materiale e morale imposti dal sistema feudale, retto da nobili sempre più numerosi ed esosi. Sul finire del 1700 il vento della libertà, proveniente dalla Francia, soffia imponente anche sul Piemonte, il feudalesimo viene battuto, nuove libertà sono concesse ai cittadini. Ma le armate napoleoniche lasceranno anche ricordi non sempre positivi. Nel 1945 dopo vent’anni di dittatura fascista, i Volontari della Libertà riscatteranno l’immagine dell’Italia di fronte al mondo.
Questi alcuni degli argomenti sviluppati in modo ampio nell’opera, ma si parla anche delle lotte dei cristiani per la liberazione degli schiavi, dell’epopea dei Valdesi, di Fra Dolcino, dei ghetti degli Ebrei, di fame e pestilenze, di Statuti comunali, di streghe al rogo, di società segrete, di briganti ( o volontari della libertà ante-litteram) dei Diritti dell’Uomo, di salvaguardia dei Diritti dell’Uomo e delle libertà fonfamentali, di simboli libertari, di tumulti per le granaglie, di rivolta degli Zoccoli, di Rivoluzione del 1821, dei vincoli alla liberà durante il fascismo, di uomini che combattono e muoiono per la libertà durante il fascismo, di uomini che combattono e muoiono per la libertà. Da queste ricerche emergono: la violenza dello Stato romano, organizzato su base schiavistica, lo stato di totale servitù in cui viveva l’uomo comune in epoca feudale, lo scarso interesse per la libertà del loro popolo da parte dei Savoia, l’asservimento graduale del popolo italiano ai capi del fascismo. Una ricerca storica condotta su un tema di grande suggestione, la libertà. Per meglio conoscere, per non dimenticare.

».

Nel II secolo a.c. nei territori oggi denominati Val d’Aosta e Canavese vivono popolazioni di origine celto-ligure denominate Salassi. Oltre alla pastorizia e all’agricoltura , i Salassi si dedicano all’attività mineraria, (oro, argento, rame e ferro) essendo la regione ricca di minerali. Nei loro territori transita una via internazionale che collega l’Italia al centro Europa. Per motivi strategici, nel 143 a.c. i Romani muovono guerra ai Salassi; il conflitto tra i due popoli, con alterne vicende, durerà nel 118 anni e si spegnerà solo nel 25 a.c. con la vittoria romana. Alcune decine di migliaia di morti saranno il grave tributo pagato dai contendenti. Dopo due anni di assedio, per mancanza di sale e anche con l’inganno, i Salassi sono vinti dai Romani; 6600 Salassi cadono in battaglia, mentre 6300 giovani Salassi sono presi prigionieri e poi obbligati a servire nelle legioni romane. 36000 Salassi, uomini, donne, vecchi e bambini, sono deportati e venduti all’incanto, come schiavi, sulle piazze di Eporedia. Le terre di Salassia saranno poi ridistribuite ai legionari romani vincitori. E questo orgoglioso popolo alpino sarà cancellato dalla storia…

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