Nuccio il carabiniere partigiano 2018-06-04T20:38:45+00:00

Project Description

Collana: Storia del Canavese

Editore: Bolognino editore
Numero pagine: 104
Formato cm. 11,5 x18
Anno di pubblicazione: luglio 2010
Prezzo E. xx
ISBN xxx-xx-xxxxx-xx-x

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Nuccio il carabiniere partigiano.

Norma Molinat, Claudio Savant Aira

Bolognino editore

«Quando l’amico Sebastiano Vallone mi chiese se conoscevo qualcuno in grado di scrivere la sua storia, ho pensato subito a Claudio e Norma. Sono amici di vecchia data e con loro ho condiviso parecchie esperienze. Inoltre conoscevo bene la loro capacità di raccogliere e di mettere su carta le loro storie vissute dalla cosidetta “gente senza storia” . Avevo letto le loro pubblicazioni e mi erano piaciute molto.

Ero certo quindi che sarebbero state le persone giuste per questo libro. Un ringraziamento particolare va anche al protagonista di questa storia: Sebastiano Vallone. La sua voglia di raccontare, il suo entusiasmo nel ricordare e il suo desiderio di passare alle nuove generazioni la sua esperienza, mi hanno affascinato come spero che affascineranno voi lettori. Se, come è nelle intenzioni degli autori, questo volume sarà il primo di una collana dedicata all’antifascismo, alla Resistenza e in genere, alle storie di vita della gente semplice, spero di riuscire ancora a portare il mio contributo umile, ma sincero».

 Egidio Chaissan

Consigliere comunale di Montalto Dora

In quei giorni a Torino qualcuno ha paragonato l’allora situazione all’Apocalisse. Non aveva torto. L’ultimo libro del Nuovo Testamento dell’apostolo evangelista Giovanni, descrive una realtà inquietante che potrebbe essere paragonata a quella torinese del periodo terminale della guerra. Almeno tre dei quattro cavalli che aprono il libro dei Sette sigilli sono ben presenti in città: distruzione, guerra e fame. manca il quarto, quello dell’epidemia… Inoltre c’era la paura di essere denunciati. Furono oltre sessantamila su un totale di quasi centottantamila i torinesi residenti nei quartieri dove abitava Sebastiano, a sfollare verso le Valli di Lanzo. Dopo i bombardamenti del 13 luglio del 1943, tra sfollati e pendolari si superò i 450000, praticamente i 2/3 dei residenti lasciarono Torino… La più inquieta, ma allo stesso tempo la più razionale, era la zia di Sebastiano, Lina Bosco. Sebastiano la ricorda come l’autentico punto di riferimento per tutta la famiglia. Se avevi un problema, andavi da lei ed eri sicuro che te lo risolveva. Nuccio le ha voluto molto bene; addirittura vuole che sia lei ad accompagnarlo all’altare quando si sposa: ” Mia zia stava sempre in pensiero, era molto preoccupata… Non so come ha fatto a tenermi con lei… mia zia la prima cosa che ha fatto è stato di tagliare in mille pezzi la divisa di carabiniere e la ha fatta sparire… i miei primi vestiti da borghese sono stati quelli di mio zio, opportunamente adattati”.

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