Ottocento – vol. 4 2018-06-04T20:38:42+00:00

Project Description

Collana: Canavese 100 secoli

Editore: Bolognino editore
Numero pagine: 216
Formato cm. 11,5 x18
Anno di pubblicazione: gennaio 2010
Prezzo E. 25
ISBN 978-88-95704-17-3

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Ottocento

Pietro Ramella

Bolognino editore

« L’Ottocento è stato un secolo importante per la storia dell’umanità; sviluppo dell’industria e del movimento operaio, importanti scoperte scientifiche, libertà di popoli, imponenti emigrazioni. La macchina a vapore sostituisce la ruota idraulica, il filatoio e il telaio meccanico vincono quelli manuali, il carbone minerale (Coke) soppianta quello a legna, la corrente elettrica da energia e sostituisce l’illuminazione a gas o a olio, la strada ferrata permette grande mobilità alle popolazioni e ai prodotti, il telegrafo elettrico sviluppa le comunicazioni per commercio, finanza e informazione, vascelli d’acciaio a vapore aiutano l’emigrazione di milioni di europei verso le Americhe. L’industria sviluppa concentrazioni aziendali per abbattere i costi e al suo sostegno finanziario nasce la società per azioni. Per contrastare lo sfruttamento eccessivo dei lavoratori sorge il Movimento Operaio e per aiutare le famiglie operaie nei casi di necessità nascono le Società di Mutuo Soccorso. Grazie all’opera di Cavour, Garibaldi, Mazzini, Vittorio Emanuele II e al sangue di centinaia di migliaia di giovani viene creata l’Unità d’Italia. Anche il Canavese è protagonista  in questa grande missione con l’impegno di Massimo d’Azeglio, Costantino Nigra, e con il sangue di migliaia di canavesani tra cui Ettore Perrone San Martino, caduto a Novara nel 1849. Questo volume, il quarto della collana, rappresenta uno studio inedito di grande attualità all’alba del 150° anniversario dell’Unità d’Italia…».

Il volume contiene una carta inedita sul Canavese tradizionale di fine Ottocento, per la cui realizzazione sono stati utilizzati Fogli delle Carte dell’Istituto Geografico Militare: Gran paradiso  Foglio 41 (1885); Ivrea Foglio 42 (1885); Biella Foglio 43 (1885); Torino Foglio 56 (1884); Vercelli Foglio 57 (1885).

Con decreto napoleonico del 2 aprile 1801 il Piemonte viene unito alla Francia e diviso in sei dipartimenti: Eridano (Torino); Marengo (Alessandria); Tanaro (Asti); Sesia (Vercelli); Stura (Cuneo); Dora (Ivrea). Diventa obbligatorio l’uso del francese nelle scuole. I dipartimenti hanno nome di fiumi salvo a Marengo, a ricordo della grande battaglia del 14 giugno 1800 vinta da Napoleone. Ivrea è capitale del dipartimento con un totale di 250.853 abitanti; i circondari sono insediati ad Ivrea  (122.568 abitanti); Aosta (65.666) e Chivasso (62.619). I dati della popolazione sono del 1806, nello stesso anno il Piemonte conta 1.941.888 abitanti. Sotto gli auspici del prefetto del Dipartimento della  Dora il 24 aprile 1802 ad Ivrea viene fondata l’Accademia Drammatica d’Amatori francesi e italiani con l’intento di creare un teatro in città. Come sede viene scelta la Confraternita del Gesù, edificio già dal 1793 requisito dall’autorità militare piemontese. Nella politica del governo francese il teatro viene utilizzato come strumento di istruzione, ad integrazione della scuola. Dopo un anno di gestione gli Amatori scoprono che il teatro è molto più costoso del previsto, con un deficit di 972 lire, e dal 1804 la struttura viene gestita dal Comune. Prima della creazione del teatro gli spettacoli, a cura di attori, musici e cantanti girovaghi, si tenevano in modo saltuario all’aperto (nella bella stagione) o in locali con palcoscenici mobili negli altri periodi…

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