Personaggi egregi di Ivrea e Canavese – vol II 2018-06-04T20:38:46+00:00

Project Description

Collana: Storia del Canavese

Editore: Bolognino editore
Numero pagine: 224
Formato cm. 11,5 x18
Anno di pubblicazione: marzo 1998
Prezzo E. xx
ISBN xxx-xx-xxxx-xx-x

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Personaggi egregi di Ivrea e Canavese. Vol II

Federico Perinetti

Bolognino editore

«Altri cinquantasette profili e note biografiche di personaggio “egregi” di Ivrea e dei suoi immediati dintorni si aggiungono a quelli presentati nel mio primo volume. All’origine di questo nuovo lavoro stanno le richieste e le sollecitazioni di numerosi lettori i quali si rammaricavano che fossero stati lasciati fuori personaggio pur meritevoli di essere ricordati e mi hanno suggerito ancora qualche nome. Li ho accontentati, scrivendo questo secondo volume con le doverose e opportune aggiunte e modificando qualche criterio già seguito nel primo.

Ho inserito alcuni personaggi tralasciati invece in esse perché, avevo scritto nell’introduzione, trascendono l’ambito locale e sono stati ricordati e celebrati e continuano ad essere in libri scritti per loro ed a loro dedicati. Ho ritenuto invece opportuno ricordarli con pochi e rapidi cenni soprattutto come invito ad approfondire la loro conoscenza e per inquadrarli meglio nel contesto della storia e della vita civile e culturale del nostro Paese».

Federico Perinetti

Non sono necessari tempi lunghi perché un uomo entri nella storia. A volte bastano anche pochi mesi, persino pochi giorni. Gli esempi non mancano. Così è stato per Mario Pellizzari, il partigiano Alimiro, nei riguardi della storia di Ivrea. Sino alla caduta del fascismo Alimiro era stato semplicemente il sig. Mario Pellizzari, disegnatore tecnico all’Ufficio Progetti della Olivetti. Nell’azienda eporediese era entrato nel 1936, dopo essersi trasferito in provincia di Aosta negli anni Trenta. Era nato il 19 marzo 1903 a Pescarenico, un paese della provincia di Lecco, assai noto per essere stato più volte citato da Alessandro Manzoni ne I promessi sposi. … Esce allo scoperto il 25 luglio 1943, è in prima linea nelle manifestazioni antifasciste di Ivrea ed è subito chiamato a far parte della rinata Commissione Interna della Olivetti. Entra nel vivo della lotta partigiana e subito dopo l’8 settembre con il nome di battaglia Alimiro… La notte del 25 luglio 1944, primo anniversario della caduta di Mussolini, attraverso la galleria la squadra di Alimiro giunge sul ponte, sistema il plastico e poi si ritira, passando ancora attraverso la galleria. Alle ore 2,30 lo scoppio: il ponte è danneggiato e l’obiettivo raggiunto. I militi fascisti di guardia non si sono accorti di nulla. Lo scoppio non ha fatto vittime, ma ha rotto solo molti vetri… Dopo il successo dell’operazione, nell’ultima fase di lotta, Alimiro è nominato Commissario politico in rappresentanza delle formazioni GL, presso il Comando partigiano di base della bassa Valle d’Aosta. Dopo la liberazione diviene Questore di Ivrea. Era davvero la persona più indicata a coprire tale incarico sia per l’autorità che si era conquistato nella lotta partigiana, sia per il senso di pietà e umanità che aveva sempre mostrato verso gli avversari…

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