Questo verde Canavese 2018-06-04T20:38:45+00:00

Project Description

Collana: Storia del Canavese

Editore: Bolognino editore
Numero pagine: 415
Formato cm. 11,5 x18
Anno di pubblicazione: maggio 1984
Prezzo E. xx
ISBN xxx-xx-xxxx-xx-x

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Questo verde Canavese

Carlo Trabucco

Bolognino editore

«Il Centro studi Carlo Trabucco affonda i suoi nobili natali nell’aprile del 1983 ad opera di un gruppo di volenterosi giovani ribelli al degrado dei valori umani e cristiani che la società odierna ha passivamente subito in questi ultimi anni. Chiaramente individuati i propri principi ed indirizzi culturali, ne hanno fissato i concetti su apposito statuto immergendo le proprie radici nel pensiero e nell’opera di Carlo Trabucco. Questo suo libro che il Centro studi ha voluto riscoprire rappresenta un piccolo germoglio che i giovani hanno curato nella cultura del bene e dei valori umani e materiali che tanti illustri uomini canavesani hanno seminato negli anni passati sul nostro territorio. Ecco perché questa modesta iniziativa vuole rappresentare semplicemente una “ouverture” ad un mondo che sembrava esser stato dimenticato o discreditato e del quale Carlo Trabucco fu un estimatore fervente».

Il presidente Dott. Franco Rebecchi

Questo libro ha un’origine che forse non è inutile ricordare. Alcuni capitoli nacquero nell’estate del 1932, altri nell’estate successiva, durante certe vacanze forzate trascorse a Castellamonte, dove non ero tornato che raramente da quel lontano 1913 in cui, con la famiglia lasciai il paese di mio padre diretto a Torino. Ritornavo dopo 19 anni, lo stesso tempo è trascorso dalla mia partenza dal Piemonte per Padova al mio ritorno a Torino, dopo un soggiorno più che decennale a Roma. Questo lungo giro per l’Italia ha come punto di partenza quel ritorno in Canavese nel lontano 1932 determinato da una disavventura politica che provocò il mio girovagare per la penisola. Cercavo allora in Canavese quiete e silenzio. In quel clima amico nacquero Questo verde Canavese; in quel clima però il giornalista cominciò ad agonizzare. Infatti quando nel 1935 per uscire dal frastuono ostile di Torino che mi rendeva poco agevole la vita, decisi di partire per Padova, nasceva il rappresentante di commercio di una ditta torinese cui era affidato di vendere libri e materiale didattico nelle Tre Venezie.  Il giornalista morì ufficialmente nel 1937 quando il mio nome venne cancellato dall’Albo professionale e fu depennato altresì dall’elenco degli appartenenti all’Istituto di Previdenza. Cessando la professione cessava anche il diritto alla pensione… – Carlo Trabucco

“Verso la fine dell’aprile del 1931 allorché ero redattore capo del giornale La Stampa, di cui il Trabucco era redattore per la parte sportiva – e come tale aveva avuto incarichi all’estero – venne notificato alla direzione del giornale, da parte del Capo Ufficio stampa del Governo, che non era gradita la presenza del Trabucco nella famiglia de La Stampa, e che perciò doveva essere licenziato…”

In fede Santi Savarino

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