Ricordi 2018-06-04T20:38:42+00:00

Project Description

Collana: Narrativa/autobiografie

Editore: Bolognino editore
Numero pagine: 249
Formato cm. 11,5 x18
Anno di pubblicazione: dicembre 2016
Edizione non in commercio
ISBN 978-88-95704-88-3

Ricordi. Non esiste separazione definitiva finchè esiste il ricordo

Nico Osella.

Bolognino editore

«Percorrendo la strada provinciale di Saluzzo, lasciato il bivio di Morello in direzione Torino, appare all’improvviso il paese di Casalgrasso con la sua chiesa imponente, dedicata a San Giovanni Battista… tranquillo paese di campagna secondo gli storici esiste da almeno 1000 anni e viene ricordato nell’anno 999, in un diploma dell’imperatore Ottone III, donato a Bernardo vescovo di Savona, epuò vantare un episodio importante nella storia del vecchio Piemonte. Si racconta infatti che il generale e naresciallo francese Nicolas Catinat, noto per le sue doti strategiche, ma anche per la sua spietatezza, nel 1690, nella sua posizione di comandante in capo dell’armata francese in Italia, conseguita la vittoria contro le truppe Imperiali ed i Savoia, dopo la battaglia di Staffarda, distrutte molte città piemontesi, si trovò a controllare gran parte della Savoia transalpina. La resistenza dei casalgrassesi alla armate francesi, prima della battaglia di Staffarda che ritardò e contrastò il passaggio delle truppe francesi su fiume Po, costò a Casal Grasso saccheggi e violenze, come risposta allo sgarbo riservato al General Catinat. Molte case e cascine vennero distrutte, ed il castello feudo dei Solaro e simbolo del paese, venne gravemente danneggiato e la sua torre abbattuta. Lo stemma di Casalgrasso è rappresentato da un braccio armato in campo rosso, l’arma raffigura probabilmente  quella donata dai Solaro alla comunità di Casalgrasso nel 1709. Il motto Hostibus resistit sullo stesso stemma vuole ricordare le gesta dei Casalgrassesi nel ruolo di difesa della sponda del Po contro i francesi. Questa breve dissertazione sul paese di Casalgrasso era dovuta, perché è da quel luogo che è partita la mia famiglia ed è in questo paese che ho trovato le mie radici ».

Nico Osella

Il lavoro alla Olivetti

… Il giorno 8 ottobre 1953 prendevo servizio alla Ing. C. Olivetti & C. spa con un contratto di impiegato amministrativo d’ordine per lavori semplici con uno stipendio di 33mila lire al mese presso l’ufficio contabilità generale. Per la nostra famiglia fu una gioia immensa, con il mio lavoro le prospettive sarebbero state decisamente migliori e sarebbero terminati i periodi di ristrettezze economiche che ci avevano costretti, per tirare avanti negli anni della guerra, a vendere la cascina di Casalgrasso…

… Partimmo da Agliè un sabato mattina di fine settembre 1971, tra i pianti dei parenti ed i saluti di tutto il vicinato. La Olivetti mandò due auto per il nostro trasferimento all’areoporto; eravamo sei passeggeri e ci imbarcammo sul Jumbo 747 dell’Alitalia, ancora increduli di aver concluso un programma, che solo due mesi prima sembrava irrealizzabile!… da questo momento cominciò un periodo veramente intenso in cui tutti fummo sottoposti ad un grande sforzo per adattarci al nuovo ritmo di vita… Da parte mia come promesso il primo lunedì di ottobre, come promesso ero a 500 Park Avenue per incontrare il mio nuovo capo e presidente della OCA, Carlo Alhadeff e per iniziare la mia avventura a New York…

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